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Estensione dei controlli antimafia nel settore delle opere pubbliche

E' quanto previsto dal Protocollo di legalità per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore degli appalti e concessioni di lavori pubblici, sottoscritto dall'Unione Reno Galliera e dal Prefetto di Bologna.

I Sindaci dell’Unione Reno Galliera hanno sottoscritto oggi con il Prefetto di Bologna Angelo Tranfaglia, alla presenza del Questore Vincenzo Stingone, del Comandante provinciale dei Carabinieri Colonnello Alfonso Manzo e del Comandante provinciale della Guardia di Finanza Colonnello Piero Iovino, il Protocollo d’intesa per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel settore degli appalti e concessioni di lavori pubblici.
Il protocollo di legalità è volto al potenziamento  dell’azione di prevenzione e contrasto dei tentativi di infiltrazione mafiosa  negli appalti pubblici attraverso l’estensione delle verifiche antimafia agli appalti finora esclusi per limiti di valore (cosiddetti sottosoglia) e a tutti i subcontratti posti in essere dalle aziende anche nel caso di affidamento di lavori sopra la soglia comunitaria, con particolare riferimento ai settori ritenuti particolarmente a rischio: trasporto e smaltimento dei rifiuti e trasporto in discarica; fornitura e/o trasporto terra e materiali inerti;acquisizioni, dirette ed indirette di materiali da ava per inerti e materiale da cave di prestito per movimento terra; fornitura e/o trasporto di calcestruzzo.
Il protocollo è finalizzato a garantire l’adeguatezza delle imprese che operano nel mercato dei lavori pubblici, a garantire la trasparenza delle procedure di appalto e di tracciabilità dei flussi finanziari relativi, al rispetto delle norme relative al sistema dei contratti pubblici, al controllo dei cantieri, alle verifiche dei subappalti, al contrasto alle diffusione di comportamenti illegali e di infiltrazioni della criminalità organizzata ed a comportamenti illegali che alterano il mercato e la libera concorrenza.
Il settore dei lavori pubblici è da tempo all’attenzione delle istituzioni per le forti esposizioni ad esso connaturate al pericolo di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata; è stato riscontrato che spesso l’infiltrazione mafiosa tende ad annidarsi in particolari settori di attività, ponendosi a valle dell’aggiudicazione delle opere pubbliche e sottraendosi quindi al sistema delle verifiche antimafia.
Oltre che alla verifica antimafia, il protocollo di legalità poi riserva una particolare attenzione alle condizioni di lavoro, impegnando gli enti appaltanti alla verifica delle condizioni di sicurezza delle maestranze impegnate, della loro salute e dell’ambiente, anche in presenza di affidamenti di opere in subappalto.
Il Protocollo di Legalità risponde alla direttiva emanata nel 2010 dal Ministero degli Interni che dispone controlli antimafia preventivi nelle attività a rischio di infiltrazione da parte delle organizzazioni criminali.

La firma del protocollo di legalità

In piedi da sinistra: il Colonnello Alfonso Manzo, i Sindaci Roberto Brunelli, Vladimiro Longhi, Andrea Tolomelli, Anna Vergnana, Valerio Gualandi, Sergio Maccagnani, Michele Giovannini, il Colonnello Piero Iovino. Al tavolo della firma: il Prefetto Angelo Tranfaglia, il Presidente dell'Unione Marco Monesi, il Questore Vincenzo Stingone